- CRM Champions by Giorgio Gnoli
- Posts
- La conversazione più bella
La conversazione più bella
Un po' di cose serie...e poi il mio POV su SF2026
Che belle le attese in aeroporto
Con le cuffie nelle orecchie ti metti a guardare le persone intorno a te.
Si viaggia per lo più per lavoro il martedi.
Soprattutto verso Londra.
Ed i viaggiatori sono tutti estremamente occupati,
Laptop aperti.
Chiamate di lavoro.
Smartphone tra le mani,
che programmano i prossimi meeting.
Mani occupate a cercare slot liberi in calendario.
Chissà se anche chi viaggia per affari e aspetta in aeroporto, come me, ogni tanto va col pensiero all'ultima colazione.
O all'ultimo weekend in famiglia.
Io ci penso spesso.
Anche adesso.
Nelle mie seghe mentali di papà e marito imperfetto ripercorro i discorsi fatti con Anna, le piccole confidenze e le aspettative disattese di un collega o di un collaboratore.
Ogni tanto, tra un compleanno da organizzare e un mobile da comprare, viene fuori qualche splendido scambio tra di noi.
Come quello di qualche sera fa
Che ha più il profumo della dichiarazione che di un dialogo
"Non è importante chi si noi compra lo studio.
Noi siamo una cosa sola.
E lo stesso vale per il tuo lavoro.
Se quel cliente non ti va di prenderlo,
se quel lavoro non ti valorizza,
molla tutto, sii libero..
sai che di fame non ci moriamo,
per cui vivila serenamente..."
Ecco,
io non so se chi mi legge é mai stato sposato o innamorato,
ma io credo che queste parole e
questi intenti valgono più di ogni ti amo a San Valentino.
Penso che amare significhi essere sempre dalla parte della persona che amiamo, anche quando ha torto.
Tirarla su quando é piegata in ginocchio e si lecca le ferite perché il mondo quel giorno é stato più cattivo con lei.
E noi no.
Noi siamo lì.
E dobbiamo essere lì.
Per la nostra persona del cuore.
Tutto il resto non è importante.
Tranne i figli ovviamente!
Tutti noi (io incluso) in qualche momento della nostra vita ci sentiamo inadeguati, di non essere abbastanza.
E questo vale tanto anche per i nostri figli.
Bene, io penso che il nostro compito di genitori, di mariti, mogli, figli.. sia dimostrare alle persone che amiamo che sono molto meglio di quanto loro credano di essere.
Possiamo farlo in mille modi.
Te ne dico uno che funziona bene con mogli e figli:
abbracciarli / prenderli in braccio, stringerli forte.
E dire soltanto "sono orgoglioso di te!"
Quelli più sensibili a quel punto piangono.
Ma noi siamo lì proprio per asciugare i lacrimoni!
Giusto?
Ecco, mentre gli altri parlano di lavoro in aeroporto io penso a quando è successo questo.
E sono un po' più felice degli altri.
Perché un momento così resta indelebile.
Il fatturato del 2025, invece,
tra qualche anno ce lo saremo dimenticato.

real life example
Dopo tutte queste riflessioni sul senso della vita e degli affetti,
adesso facciamo finta che “le cose serie” siano i numeri di Salesforce.
Spoiler: non lo sono.
Ma i numeri, talvolta, dicono cose interessanti.

Income Statement Salesforce
Nel trimestre Salesforce ha riportato:
Ricavi: 11,2 miliardi di dollari
(vs 11,19 miliardi attesi) – +12% anno su annoEPS (utile per azione): 3,81 dollari
(vs 3,05 attesi) – +37% anno su anno
Si tratta quindi di:
un doppio beat (ricavi e utili sopra le attese),
con crescita a doppia cifra sia sui ricavi che sull’utile.
In aggiunta:
Agentforce ha raggiunto circa 800 milioni di ARR, con una crescita di circa +169% YoY.
Focus sulla parte AI / Agentic Enterprise
La call è stata diversa dal solito formato “solo numeri e Q&A”.
Marc Benioff ha coinvolto tre CEO clienti (SharkNinja, Wyndham e SaaStr) per raccontare come abbiano utilizzato i prodotti AI di Salesforce e il modello di “Agentic Enterprise”.
Il messaggio centrale dei loro interventi è stato:
forte enfasi sul valore generato dall’AI,
ROI dichiarati come significativi,
narrativa molto spinta sul potenziale di sostituire o ridurre in maniera importante il lavoro umano tramite AI agent.
La mia lettura personale:
è ragionevole pensare che l’AI di Salesforce stia creando valore reale e ROI misurabile in vari contesti,
ma le affermazioni implicite o esplicite di sostituzione massiva della forza lavoro vanno interpretate con cautela:
una call sugli utili, con ospiti selezionati, non è un campione neutrale.
Rimane aperta una domanda di fondo:
quanto di questo racconto riflette risultati generalizzabili e quanto è invece una narrazione ottimizzata per il mercato e per l’immagine di Salesforce?
Reazione del mercato e percezione “post-growth”
Dal punto di vista dei numeri, la fotografia è molto positiva:
crescita,
margini,
rafforzamento dell’offerta AI,
e in più aumento del dividendo e programmi di buyback azionario.
Tuttavia, nella comunità di investitori e nel mondo tech emergono alcune letture ricorrenti:
Salesforce viene sempre più vista come un’azienda post-growth:
non più focalizzata principalmente sulla massimizzazione della crescita, ma su una gestione “matura” del capitale.Dividendi e buyback sono interpretati come segnali di:
forte generazione di cassa,
ma anche di minore disponibilità o volontà di correre rischi significativi su nuove aree di crescita.
In sostanza, una parte del mercato si chiede:
perché destinare così tanti capitali a dividendi e riacquisti di azioni, invece di investirli più aggressivamente in nuove linee di prodotto, acquisizioni mirate o R&D profonda?
Alternative possibili di allocazione del capitale
Tra le opzioni che, a mio avviso, Salesforce potrebbe considerare o potenziare:
M&A mirato su soluzioni AI operative e pronte all’uso
acquisire prodotti di AI agent già maturi (ad esempio per customer service, supporto after-hours, automazione operativa),
integrarli nativamente in Sales Cloud / Service Cloud,
offrire soluzioni che portino valore concreto in tempi brevi, con casi d’uso chiari e replicabili.
R&D su AI specifica per il dominio Salesforce
Non solo “aggiungere AI” in senso generico, ma:sviluppare modelli e stack AI ottimizzati per dati di revenue, pipeline, CRM, service,
integrare in modo nativo guardrail di sicurezza e compliance enterprise,
modellare in profondità i processi di vendita e di servizio complessi tipici del mondo enterprise.
Sfruttare meglio le partecipazioni strategiche (es. Anthropic)
Salesforce è già investitore in Anthropic.
Oltre al ritorno finanziario, questo potrebbe essere:un vantaggio competitivo per integrazioni più profonde,
un modo per posizionare Salesforce come la piattaforma enterprise ideale per usare quell’AI.
La domanda è quanto questa leva venga effettivamente utilizzata rispetto al potenziale.
Rafforzare il prodotto core (Sales Cloud / Service Cloud) anche sul piano dell’esperienza
migliorare in modo deciso UX/UI per utenti e admin (oggi io e il mio team ci lamentiamo di brutto. Siamo nel 2026…),
semplificare e modernizzare l’esperienza di configurazione e sviluppo,
considerare che Lightning ha ormai quasi 11 anni: senza un’evoluzione forte rischia di essere percepita come una UI “datata”, soprattutto se confrontata con prodotti nati in epoca più recente.
Posizionamento strategico di Salesforce
Ecco quindi la mia visione. Il mio POV
Sul piano finanziario, Salesforce è:
molto solida,
altamente profittevole,
con forte generazione di cassa,
e in grado di remunerare gli azionisti tramite dividendi e buyback.
Sul piano strategico, Salesforce:
non è più percepita come la “frontiera assoluta” dell’innovazione tech,
si avvicina sempre di più al profilo dei grandi incumbent:
fortemente radicati nelle aziende,
con uno storytelling costruito su:
sicurezza e compliance enterprise,
profondità di integrazione nei processi,
vasto ecosistema di professionisti e partner specializzati.
Il vantaggio competitivo principale non è tanto “essere la tecnologia più nuova”, quanto essere la piattaforma già presente, integrata, difficile da sostituire.
Questo non significa che il futuro sia negativo per Salesforce, ma descrive un’azienda:
molto forte sul piano enterprise,
che deve dimostrare di saper usare l’AI e la propria cassa non solo per difendere la posizione, ma anche per creare nuova crescita reale, non solo narrativa.
Il tema della successione
Un elemento che continuo a notare è l’assenza di discussione pubblica su un piano di successione per Marc Benioff.
Per carità, ha 61 anni… è ancora un ragazzino..
Per l’ennesimo trimestre, nella call degli utili nessun analista ha posto domande concrete su questo aspetto, nonostante:
la dimensione dell’azienda,
la centralità storica del founder,
e l’impatto che un eventuale cambio di leadership potrebbe avere sul posizionamento e sulla strategia.
È un tema che continua a rimanere sullo sfondo,
ma che prima o poi dovrà essere affrontato apertamente.